lunedì 28 luglio 2014

Palio di Siena 2014. La Carriera del 16 agosto ed il programma dei giorni precedenti

In Piazza del Campo, dove svetta la leggendaria Torre del Mangia, si correrà anche quest'anno il Palio di Mezz'Agosto o Palio dell'Assunta, così detto poiché dedicato a Maria Assunta. Il Palio del 2 luglio è invece dedicato alla Madonna di Provenzano. Il 15 agosto si festeggia l'Assunzione della Vergine ed ogni anno il giorno successivo, 16 agosto, si corre il palio. Sono state già estratte le 4 contrade che parteciperanno alla Carriera di quest'anno: Aquila, Bruco, Chiocciola e Selva, oltre alle 6 che vi partecipano per diritto: Civetta, Drago, Giraffa, Leocorno, Pantera e Valdimontone.

È curioso il fatto che questa combinazione di contrade non si verificava da molti anni e precisamente dal 1722. La contrada dell'Istrice, che avrebbe dovuto partecipare alla Carriera di diritto, non parteciperà perché squalificata.
Per il giorno di San Lorenzo 10 agosto è prevista la presentazione del Drappellone del Palio realizzato dall'artista bulgaro Ivan Dimitrov. Il drappo dipinto sarà dedicato al centenario della nascita di Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta e scrittore toscano che amava Siena ed il Palio.

Per saperne di più sulla storia del Palio di Siena cliccate qui!

Di seguito il programma dal 12 al 16 agosto 2014 a Siena

12 agosto 2014
ore 5.30 - Prove di addestramento

13 agosto 2014
ore 7.00 - Presentazione dei cavalli per le prove di selezione (batterie)
ore 9.00 - Visite veterinarie, prove di adattabilità alla pista scelta dei 10 cavalli che parteciperanno al Palio
ore 12.00 - Abbinamento tra cavalli e contrade tramite sorteggio
ore 19.15 - Prima prova

14 agosto 2014
ore 9.00 - Seconda prova
ore 19.15 - Terza prova

15 agosto 2014
ore 9.00 - Quarta prova
ore 19.15 - Quinta prova: prova generale
ore 20.30 - Cena della prova generale in ciascuna contrada

Programma del 16 agosto 2014
ore 7.45 - Messa del Fantino presso la Cappella di piazza del Campo
ore 9.00 - Provaccia in piazza del Campo e iscrizione ufficiale dei fantini in Comune
ore 15.00 - Vestizione delle comparse e benedizione dei cavalli nelle varie contrade
ore 15.50 - Il Corteo Storico prende il via dal palazzo del Governo in piazza Duomo
ore 16.50 - Il Corteo Storico fa il proprio ingresso in piazza del Campo
ore 19.00 - Palio dell'Assunta 2014

venerdì 25 luglio 2014

Visitare Arezzo. Santa Maria delle Grazie

Uscendo dalla Arezzo antica e percorrendo Viale Michelangelo e Viale Mecenate si arriva al suggestivo complesso architettonico di Santa Maria delle Grazie, eretto tra il 1428 ed il 1520. Di fronte alla facciata si erge lo splendido loggiato rinascimentale opera di Benedetto da Maiano. La chiesa fu edificata tra il 1435 ed il 1444 in sostituzione di un primo edificio, un oratorio, costruito nel luogo in cui anticamente sorgeva la Fonte Tecta. Considerata sacra sin dalla preistoria, la fonte fu dedicata ad Apollo in epoca etrusca-romana e poi detta Tuta nell'Alto Medio Evo.

San Bernardino durante alcune prediche nel 1425 e nel 1428 condannò l'atteggiamento superstizioso degli aretini, che credevano nei poteri magici della Fonte Tecta. Dopo la predica di Pasqua del 1428 il santo presa una croce di legno invitò i fedeli a seguirlo in processione fino al luogo in cui sorgeva la polla considerata falsamente miracolosa. La fonte fu distrutta dai fedeli e al suo posto fu costruito l'oratorio. All'interno dell'edificio religioso fu sistemato l'affresco della “Madonna della Misericordia o delle Grazie” (1428-31) realizzato dall'aretino Parri di Spinello. La splendida opera pittorica fu poi sistemata sul grande altare marmoreo della chiesa di Santa Maria delle Grazie. A conferire maggior pregio all'opera rinascimentale è un raffinato festone in terracotta invetriata policroma con frutta, fiori e foglie. L'altare, vero e proprio capolavoro scultoreo ricco di figure angeliche e bassorilievi, è opera cinquecentesca di Andrea dalla Robbia.

Sulla destra della chiesa si può ammirare la Cappella di San Bernardino, costruita su disegno di Domenico del Fattore (1450-56). La cappella custodisce un altare ligneo dorato, alcuni affreschi di Lorentino d'Andrea e due reliquie di San Bernardino: la croce di legno che guidò i fedeli alla fonte Tecta ed i resti del pulpito da cui avvenne la predica del santo prima della distruzione della fonte. A completare il complesso religioso di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo sono: il Convento, edificio che ha subito numerose trasformazioni nel corso del tempo, essendo abitato prima dai Francescani, poi dai Gesuiti ed infine dai Carmelitani; il Piazzale, considerato il primo esempio di piazza porticata rinascimentale, anch'esso ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli; la Loggia di fronte alla Chiesa, gioiello artistico che ancora oggi rappresenta l'elemento di principale fascino, che riesce a conferire un aspetto armonioso all'intero complesso architettonico.
Da Santa Maria delle Grazie potete continuare a visitare Arezzo spostandovi in Piazza Grande (cliccate qui per continuare a leggere!).

lunedì 21 luglio 2014

Pici ai moscardini. La pasta senese incontra i sapori del mare

Pochi conoscono questa ricetta, gustosa variante ai pici con le briciole o ai pici all'aglione. Si tratta dei Pici ai moscardini, primo piatto di mare che unisce la morbidezza degli “spaghettoni” fatti a mano con il gusto delicato dei piccoli molluschi pescati nei nostri mari. Il moscardino è simile al polpo ma ha dimensioni molto più piccole ed è utilizzato soprattutto nella preparazione di primi, come risotti cremolati, o insalate di mare. Il vino da abbinare ai pici ai moscardini è un buon vino bianco toscano da servire in tavola fresco.


Ricetta dei pici ai moscardini
Ingredienti per 6 persone
600 grammi di pici secchi (meglio se di pasta fresca)
800 grammi di moscardini freschi
1 peperoncino piccante
1 spicchio d'aglio
olio extravergine di oliva q.b. (Acquista il Toscano IGP cliccando qui!)
1 ciuffo di prezzemolo
sale q.b.
A piacere è possibile aggiungere un trito di olive nere

Preparazione
Conservare due vescichette di inchiostro da aggiungere al condimento. Pulire tutti i moscardini sotto acqua corrente, togliendo la pelle, le interiora, l'osso ed il becco. Lavare e tagliare a pezzettini i molluschi. Tritare il peperoncino insieme all'aglio e metterli a soffriggere in una padella con tre cucchiai d'olio extravergine. Aggiungere i pezzetti di moscardini e lasciar cuocere con sopra il coperchio. Mantenere la fiamma moderata e lasciar rosolare per circa 30 minuti. Controllare sull'etichetta della pasta il tempo di cottura necessario per lessare i pici. Se sono secchi talvolta richiedono anche 20 minuti, quindi procedere alla cottura contemporanemente a quella del condimento di mare. Scolare i pici al dente e aggiungerli ai moscardini. Mantecare con l'inchiostro ricavato dai molluschi e salare il condimento a piacere. Spolverizzare con prezzemolo tritato e, se volete, potete aggiungere le olive tritate. Condire i pici ai moscardini con un filo di olio evo a crudo e servire in tavola.
Vi consigliamo di abbinare al piatto lo Chardonnay di Villa Acquaviva (clicca per leggere le caratteristiche del vino bianco IGT Maremma Toscana). 
Buon appetito da Vivere la Toscana!

giovedì 17 luglio 2014

Grandi toscani. Amedeo Modigliani.

Proseguiamo la nostra rubrica tesa a ricordare i grandi toscani, inaugurata con un post dedicato al maestro Michelangelo Buonarroti. Questa volta vogliamo rendere omaggio ad Amedeo Clemente Modigliani, pittore e scultore livornese nato il 12 luglio 1884 e morto a Parigi il 24 gennaio 1920. Le sue tristi vicende esistenziali ed il suo particolare modo di ritrarre le figure umane hanno reso Modì famoso in tutto il Mondo. Nel 2014 si celebra il 130esimo anniversario dalla nascita di Amedeo o Dedo, come era chiamato affettuosamente in famiglia.

In Toscana sono previsti importanti appuntamenti: una grande mostra a Palazzo Blu a Pisa, aperta da ottobre 2014 fino a febbraio 2015, la mostra fotografica “I luoghi di Modigliani. Tra Livorno e Parigi” realizzata dal giovane regista e fotografo livornese Luca Dal Canto, dal 12 luglio al 3 agosto alla Bottega del Caffè di Livorno, e altri eventi organizzati per celebrare il genio toscano. 
A Livorno in Via Roma 38 potete visitare la Casa natale di Amedeo Modigliani. L'artista nacque proprio qui in un giorno memorabile: durante la visita di un ufficiale giudiziario per il pignoramento dei beni. Secondo un’antica consuetudine non era consentito toccare il letto di una partoriente. Per salvare i propri beni i componenti della famiglia Modigliani furono perciò costretti a mettere più oggetti di valore possibili sul letto della madre di Modì, Eugenia, per salvarli dal pignoramento imminente.

Amedeo frequentò gli studi al Ginnasio Guerrazzi in via Ernesto Rossi a Livorno, ma fu ben presto costretto a lasciare gli studi classici per problemi di salute (aveva contratto la tubercolosi). Successivamente iniziò a frequentare in Borgo San Jacopo la scuola d'arte di Guglielmo Micheli, allievo dell’Accademia di Firenze. Tra gli allievi di Micheli ed amici di Dedo erano Gino Romiti, Oscar Ghiglia, Renato Natali e Llewelyn Lloyd (altri noti pittori labronici).
Modogliani frequentò alcuni corsi all'Accademia fiorentina, sotto la guida di Giovanni Fattori. Nel 1906 lasciò Livorno per poi ritornarvi saltuariamente per brevi periodi, nel 1909, nel 1910 e nel 1913, periodi durante i quali approfittava per incontrare gli amici artisti lasciati in Toscana.
Parigi e l'arte di Toulouse-Lautrec, Paul Cézanne e degli altri grandi pittori che lavoravano nella capitale francese avevano conquistato Modì, che aveva perciò deciso di trasferirsi a vivere a Montmartre. Il giovane mercante d'arte Paul Guillaume mostrò interesse per le sculture di Modigliani e lo presentò a Constantin Brâncuşi e a Picasso. Le figure scolpite, longilinee, con occhi a mandorla e colli lunghi e magri, univano tratti africani, esotici, arcaici sposavano l'antico al contemporaneo in modo del tutto sorprendente. Nel 1912 alcune opere scultoree di Amedeo furono esposte al Salone d'autunno di Parigi.
Purtroppo Modigliani fu costretto ad abbandonare la scultura a causa delle polveri che potevano peggiorare i suoi attacchi di tubercolosi. L'artista si concentrò quindi sulla pittura sviluppando uno stile personale unico e differente da quello di qualsiasi esponente dei gruppi d'avanguardia coevi, tra cui il cubismo.

Il 3 dicembre 1917 alla Gallerie Berthe Weil fu esposta la prima mostra personale di Modigliani: ritratti di volti (le famose “teste”) e di persone a figura intera, numerosi nudi di donna che destarono scandalo tanto che dopo poche ore la mostra fu chiusa su decisione del capo della polizia di Parigi.
La vita di Modì fu purtroppo vessata dalla povertà e dalla malattia, peggiorata dal consumo assiduo di alcolici e di droghe.
Dedo condivise gli ultimi anni con la pittrice Jeanne Hébutern, con la quale si era trasferito in Provenza e dalla quale ebbe una figlia Jeanne (29 novembre 1918). Il periodo vissuto a Nizza fu il più produttivo per il pittore toscano, che qui dipinse alcune delle sue opere più famose. Le vendite purtroppo furono scarse ed i profitti esigui.

Nel 1919 Modigliani fece ritorno a Parigi, in un appartamento in Rue de la Grande Chaumière. Il 24 gennaio 1920 fu ricoverato all'Hôpital de la Charité in preda ad una meningite tubercolotica. Morì circondato dagli amici e dall'amata Jeanne, che aspettava il loro secondo figlio. Il giorno successivo fu celebrato un grande funerale, al quale parteciparono numerosi artisti e amici di Modigliani. La compagna Jeanne per il dolore si uccise gettandosi dalla finestra.
Il tragico epilogo ha contribuito ad enfatizzare il “mito” di Modigliani, accresciuto nel tempo da episodi curiosi, come il ritrovamento delle tre false “teste” nel 1984 a Livorno.
Se desiderate approfondire la conoscenza di Modì e delle sue splendide opere vi consigliamo di non perdervi gli appuntamenti a lui dedicati in Toscana per celebrare i 130 anni dalla sua nascita.

lunedì 14 luglio 2014

Sagra del ciaccino e Torneo della Palla Eh a Ciciano, Chiusdino. 1, 2, 3 agosto 2014

Nella caratteristica frazione di Chiusdino, in provincia di Siena, a Ciciano si rinnova l'appuntamento con la Sagra del Ciaccino, giunta alla 28esima edizione, e con il Torneo della Palla Eh!, 38esima edizione. L'ottima enogastronomia locale si sposa con il divertimento e con la tradizione nella suggestiva verde cornice delle colline senesi. Il ciaccino è una squisita focaccia cotta a legna, il cui impasto può essere arricchito con gli sfrizzoli (grasso di maiale tagliato a cubetti) o con patate o con noci tritate e uvetta. Il ciaccino è buono anche semplice, condito con olio di oliva e sale e abbinato a formaggi e salumi toscani.

La sagra dei ciaccini a Ciciano si svolge nel primo weekend di agosto, che quest'anno coincide con venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 agosto. Il gioco della Palla Eh! o palla 21 vanta origini antiche e assomiglia per molti aspetti al tennis, che alcuni ritengono derivi proprio dal caratteristico gioco di origini romane. Nel Cinquecento furono inventate le prime rudimentali racchette per giocare con la palla di cuoio, ma non tutti decisero di passare all'innovazione. Per tradizione a Palla Eh! si gioca colpendo la palla con il palmo della mano. Il nome del gioco deriva dall'esclamazione del “mandatore” (battitore) al momento della battuta.

Durante il torneo estivo a Ciciano si scontrano le squadre di ben 6 paesi contendendosi il premio del trofeo della Palla Eh. Il gioco è diffuso nelle province di Grosseto, per esempio a Torniella, Tirli e Vetulonia, e in quella di Siena, oltre che a Ciciano, anche a Scalvaia e in altre piccole località del Senese. I divertimenti tradizionali, tramandati con entusiasmo dagli abitanti dei paesi toscani, sono sempre accompagnati da appuntamenti enogastronomici particolarmente apprezzati dai turisti. La Sagra del Ciaccino e il Torneo della Palla Eh! si offrono quindi come un abbinamento perfetto per tutti coloro che desiderino trascorrere un weekend all'insegna del gusto e del divertimento.
Il torneo si svolgerà nelle giornate di sabato e domenica. Gli stand gastronomici saranno aperti sabato e domenica dalle ore 10,00 in poi. Per venerdì è in programma una cena tipica nel parco “La Capannina”.
Ogni sera sono in programma concerti di musica dal vivo.

28° Sagra del Ciaccino e 38° Torneo della Palla Eh!
a Ciciano (Chiusdino, Siena)
Dal 1 al 3 agosto 2014
Per maggiori informazioni:
Associazione Palla EH! Ciciano
Sito Web: pallaeh.blogspot.com
Email: infopallaeh@gmail.com

venerdì 11 luglio 2014

Visitare Livorno. La casa di Modigliani.

Se siete appassionati d'arte vi consigliamo di visitare la Casa museo di Amedeo Modigliani a Livorno. Attraverso il percorso espositivo è possibile ripercorrere la storia del celebre pittore e scultore vissuto tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. L'antica abitazione dell'artista toscano è sita in Via Roma n°38 nel centro cittadino, in un quartiere originariamente abitato da numerose famiglie ebree, come gli Attias (da cui l'omonima piazza di cui vi abbiamo parlato nel post che potete leggere cliccando qui) e gli stessi Modigliani.

Sin dalle leggi “Livornine”, emanate nel 1593 da Ferdinando dei Medici, Granduca di Toscana, molti ebrei decisero di vivere a Livorno, città aperta a etnie differenti e a tutti i culti religiosi.
Sulla facciata della casa di Modigliani in Via Roma, una raffinata palazzina borghese, si trova una lapide che riporta le seguenti parole:
Qui ebbe in dono vita ingegno virtù il PITTORE AMEDEO MODIGLIANI. Il municipio di Livorno nel settantacinquesimo della nascita 12 luglio 1959.” All'interno della casa natale di Modì o Dedo, come era chiamato l'artista in famiglia, è stato ricreato un ambiente molto simile a quello originario, con mobili e soprammobili d'epoca. Della casa originaria è rimasto soltanto il “piano nobile” con tipiche rifiniture ed elementi decorativi di fine Ottocento: pavimenti in graniglia decorati a motivi floreali e geometrici, porte in legno laccato con piccole maniglie di ottone, tipica cucina con dispensa in muratura. Tutto concorre a riportare i visitatori nell'atmosfera della vita quotidiana di una famiglia della borghesia ebrea livornese, dove Amedeo nacque e si formò, rimanendovi fino al 1906.

Fotografie, lettere, disegni, documenti di vario genere guidano i visitatori alla riscoperta della vicenda esistenziale e artistica del pittore labronico, scomparso prematuramente a Parigi a soli 36 anni.
La visita alla Casa di Modì si conclude con un'esposizione-omaggio permanente di opere dedicate alla figura e al modo di fare arte di Modigliani, realizzate da altri importanti artisti contemporanei, tra i quali Renato Guttuso, Mimmo Rotella e Mario Madiai.

Per informazioni sugli orari di apertura del museo, per prenotazioni e visite guidate vi consigliamo di consultare il sito :
http://casanataleamedeomodigliani.com

martedì 8 luglio 2014

Bavarese al Vin Santo. Squisito dolce toscano al cucchiaio

Vivere la Toscana vi propone un delizioso e fresco dessert al cucchiaio da preparare con il Vin Santo ed i cantuccini alle mandorle. Se amate questo dolce binomio toscano e non volete rinunciarvi nel periodo estivo o volete presentarlo in una nuova versione, la ricetta della Bavarese al Vin Santo è ciò che fa per voi. Il dolce deve essere preparato il giorno prima della consumazione, perché sono necessarie 24 ore per far rassodare la crema.

Ricetta della Bavarese al Vin Santo
Ingredienti per 4 persone
4 tuorli d'uovo
130 grammi di zucchero
un pizzico di maizena
2 fogli di gelatina
350 ml di latte
250 ml di panna montata
40 grammi di cantucci toscani (clicca qui per acquistarli online!)
2 bicchieri di Vin Santo (vi consigliamo il vino prodotto dall'Azienda Marrucola, cliccare qui per leggerne le caratteristiche)
olio extravergine di oliva toscano

Preparazione
Tritare i cantucci grossolanamente. Montare la panna. Far ammorbidire i fogli di gelatina in una ciotola d'acqua fredda. Far bollire 125 ml di latte con un bicchiere di vino liquoroso. In una casseruola montare i tuorli con 80 grammi di zucchero. Diluire con altri 125 grammi di latte a temperatura ambiente e frullare il tutto. Cuocere il composto ottenuto a bagnomaria per 10 minuti circa, poi aggiungere la gelatina strizzata. Mescolare e dopo pochi minuti togliere dal fuoco. Far freddare il composto e aggiungere 200 grammi di panna montata. Spennellare uno stampo con un po' di olio extravergine di oliva, versarvi il composto e coprirlo con la pellicola trasparente. Far riposare in frigo per un giorno intero.
Preparazione della salsa: Far bollire 100 ml di latte con i 50 ml di panna rimanente e l'altro bicchiere di Vin Santo toscano. Mettere due tuorli in una casseruola insieme a 50 grammi di zucchero e ad un pizzico di maizena. Cuocere il composto a bagnomaria continuando a mescolare finchè non raggiunge il bollore. Incorporare le briciole di cantuccini e lasciar freddare. Servire la salsa ottenuta in abbinamento alla bavarese al Vin Santo e buon appetito!