giovedì 17 aprile 2014

Il Castello dell'Imperatore a Prato, un maniero svevo in Toscana

Tra i luoghi particolari da visitare a Prato, oltre al Museo del Tessuto che vi avevamo già segnalato, sicuramente merita di essere menzionato il Castello dell'Imperatore (1240 c.a.- 1250). L'imponente edificio medievale è conosciuto anche con il nome di Castello Svevo, poiché fu costruito su ordine di Federico II di Svevia e costituisce l'unico esempio di fortezza in stile architettonico svevo federiciano nell'Italia centro-settentrionale.

L'imperatore, con la costruzione di manieri lungo le principali arterie di comunicazione che conducevano dall'Italia alla Germania, intendeva rafforzare il controllo militare del territorio del Sacro Romano Impero. La costruzione del castello svevo a Prato, affidata all'architetto Riccardo da Lentini, era tesa ad assicurare il controllo sulla strada che da Montepiano conduceva alla valle del Bisenzio. Insieme al da Lentini, noto per aver progettato maestosi castelli in Sicilia, si occupò della realizzazione del maniero pratese il figlio di Federico II: Federico d'Antiochia. A differenza di altre fortezze sveve caratterizzate da pianta ottagonale, il Castello dell'Imperatore ha pianta quadrata, pur presentando otto torri in totale. I quattro torrioni principali indicano i quattro punti cardinali. Le mura e le torri (eccetto due che risalgono ad una precedente costruzione fortificata, opera dell'Alberti) sono orlate da merli ghibellini, con sommità a coda di rondine. Originariamente il Castello Svevo era tangente alla seconda cerchia di mura (XII secolo), era circondato in parte da un fossato e collegato alle carceri edificate su progetto dell'Alberti. Da queste prese il nome il vicino santuario di Santa Maria delle Carceri, altro luogo che merita di essere visitato nella città toscana.

L'ingresso principale al castello presenta un meraviglioso arco a sesto acuto impreziosito da fasce alternate in marmo bianco e verde, elemento ripreso dallo stile architettonico romano-gotico toscano. Le due sculture di leoni che proteggono l'entrata sono invece riconducibili alla tipica iconografia della casa imperiale. Purtroppo con la morte di Federico II i lavori di realizzazione del maniero furono interrotti e gli interni non furono completati secondo i progetti originari. In epoca successiva la fortificazione fu destinata ad accogliere prima truppe militari e poi fu adattata come carcere militare. La parte orientale del Castello dell'Imperatore era collegata alla terza cerchia muraria, quella di porta Fiorentina, tramite il “Corridore del Cassero”, un camminamento sopraelevato realizzato nel Trecento. Tramite il corridoio “segreto” i soldati fiorentini, durante l'occupazione di Prato, potevano giungere rapidamente dentro la città. Oggi rimangono soltanto due tronconi dei camminamenti, ai quali è possibile accedere attraverso una scala a chiocciola. Dall'alto delle mura si gode di uno splendido panorama sul territorio del Montalbano e di Firenze.

Nel 1944 il Castello Svevo fu utilizzato dai fascisti per tenere prigionieri centinaia di pratesi arrestati per lo sciopero di marzo. Tra il 6 e 7 settembre 1944, dopo la liberazione della città da parte dei Partigiani, i fascisti catturati durante un rastrellamento vennero fucilati dentro le mura della fortezza.
Oggi il Castello dell'imperatore è destinato ad accogliere manifestazioni ed eventi culturali, spettacoli, concerti ed il "cinema sotto le stelle" in estate.


Castello dell'Imperatore
Piazza di Santa Maria delle Carceri a Prato
Orari d'apertura al pubblico - ingresso gratuito
Dal 1 aprile al 30 ottobre: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16.00 alle 19.00. Sabato e domenica 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00. Chiuso il martedì.
Dal 1 novembre al 31 marzo: venerdì 10 - 13, sabato e domenica 10.30 - 13 e 14 - 16
Per maggiori informazioni
Telefono: 0574 38207

lunedì 14 aprile 2014

Ricetta della cipollata senese, i sapori toscani in tavola!

Particolarità che distingue la cipollata senese da altre zuppe a base di cipolle è la presenza nella ricetta toscana di carne di maiale, salsiccia, rigatino e costine, che rendono il piatto unico molto più saporito. La ricetta tradizionale prevede di utilizzare un brodo preparato con osso di prosciutto, da cui poi ricavare la carne per cucinare la zuppa. La seconda alternativa è quella di impiegare costine di suino per fare il brodo. Alcuni chef preferiscono una versione un po' più “magra” sostituendo la carne di maiale con quella di manzo.

Ricetta della cipollata senese
Ingredienti per 4 persone
1 spicchio d'aglio
1 carota
8 etti di cipolle ramate
4 etti di costine di maiale (in alternativa 1 osso di prosciutto)
2 etti di pane toscano raffermo
1/2 etto di rigatino o pancetta (Vivere la Toscana vi consiglia il rigatino di suino grigio Falaschi di San Miniato)
Sale q.b.
1/2 etto di salsiccia di suino
1 gambo di sedano

Vino consigliato come abbinamento: Chianti dei Colli Senesi (clicca qui per oridnarlo online!)

Preparazione
Mettere le costine di maiale in una pentola e coprirle con acqua fredda (circa 1 litro e mezzo); aggiungere mezza cipolla, il sedano e la carota, precedentemente puliti e tagliati. Salare e mettete a cuocere sul fuoco. Intanto sbucciare e affettare le cipolle, poi sciacquarle sott'acqua corrente per rendere il loro sapore meno acuto. Cuocere le costine finché la carne si stacchi dall’osso. Terminata la cottura, conservate il brodo ottenuto. Spolpare le costine e tenere la carne coperta perché resti ben calda. Tritate il rigatino, spellare e sbriciolare la salsiccia di suino. Metterle in padella a rosolare in olio extravergine per alcuni minuti. Aggiungere le cipolle, ben scolate dall’acqua, farle leggermente imbiondire, poi versare sopra un po' di brodo. Cuocere a fiamma moderata per un’ora abbondante, coprendo le cipolle con un coperchio. Durante la cottura aggiungere di tanto in tanto altro brodo. Tagliare a striscioline la carne ricavate dalle costine di maiale e aggiungerla insieme al brodo rimanente alla zuppa in cottura. Far cuocere ancora per circa 15 minuti. Tagliare il pane a fette e abbrustolirlo in forno. Strofinare le fette con l’aglio. Disporre 2 fette in ciascun piatto da portata. Versarvi sopra la cipollata senese pronta e servire in tavola in abbinamento al vino rosso consigliato. Buon appetito da Vivere la Toscana!

giovedì 10 aprile 2014

Festa della Stagion Nova, il 25 aprile a Panzano in Chianti

Il 25 aprile, Festa della Liberazione, a Panzano, frazione di Greve in Chianti (FI), per salutare l'arrivo della bella stagione si celebra la Fiera o Festa della Stagion Nova. Gli stand gastronomici, dove poter gustare specialità locali, pappa col pomodoro, schiacciata con l'uva, ficattole (clicca qui per scoprire cosa sono), lampredotto, ribollita e panini con salumi toscani, saranno aperti da mattina a tarda sera. Alle ore 16,00 figuranti in abiti rinascimentali, nobili, paesani, musici e sbandieratori sfileranno lungo le vie del paese fino alla parte alta, dove sorge il castello.

Qui avviene ogni anno la rievocazione di un avvenimento legato alla storia di Panzano, teso a ricordare l'antica rivalità tra i Gherardini di Montagliari e i Firidolfi del vicino Castello di Panzano. Durante la rievocazione i signori dei castelli chiantigiani processano un colpevole che viene condannato all'impiccagione.
Lungo le viuzze del borgo di Panzano saranno allestite tante bancarelle e negli angoli più suggestivi si esibiranno artisti di strada in abiti medievali, saltimbanchi e mangiafuoco. La sera sarà possibile cenare in piazza degustando l'ottimo Chianti Classico prodotto in zona. Dopo cena, come di consueto, si apriranno le danze con la quadriglia. Alle 23,00 a conclusione della Festa della Stagion Nova ci saranno i fuochi di artificio.
Panzano in Chianti, situato a 498 metri di altitudine, si trova circa a metà strada tra Greve e Castellina, all'incrocio fra la strada dei Poggi, che segue le colline alla destra del fiume Pesa, e la Via Chiantigiana (che unisce Firenze con Siena). Da visitare in paese è l'antica Pieve di San Leonino che risale al X secolo.


Festa annuale della stagion bona
il 25 aprile 2014
Loc.Panzano, Piazza Ricasoli Greve in Chianti
Per info: 055.8546299 - 055.8546299

Festa della Stagion Nova, il 25 aprile a Panzano in Chianti

Il 25 aprile, Festa della Liberazione, a Panzano, frazione di Greve in Chianti (FI), per salutare l'arrivo della bella stagione si celebra la Fiera o Festa della Stagion Nova. Gli stand gastronomici, dove poter gustare specialità locali, pappa col pomodoro, schiacciata con l'uva, ficattole (clicca qui per scoprire cosa sono), lampredotto, ribollita e panini con salumi toscani, saranno aperti da mattina a tarda sera. Alle ore 16,00 figuranti in abiti rinascimentali, nobili, paesani, musici e sbandieratori sfileranno lungo le vie del paese fino alla parte alta, dove sorge il castello.

Qui avviene ogni anno la rievocazione di un avvenimento legato alla storia di Panzano, teso a ricordare l'antica rivalità tra i Gherardini di Montagliari e i Firidolfi del vicino Castello di Panzano. Durante la rievocazione i signori dei castelli chiantigiani processano un colpevole che viene condannato all'impiccagione.
Lungo le viuzze del borgo di Panzano saranno allestite tante bancarelle e negli angoli più suggestivi si esibiranno artisti di strada in abiti medievali, saltimbanchi e mangiafuoco. La sera sarà possibile cenare in piazza degustando l'ottimo Chianti Classico prodotto in zona. Dopo cena, come di consueto, si apriranno le danze con la quadriglia. Alle 23,00 a conclusione della Festa della Stagion Nova ci saranno i fuochi di artificio.
Panzano in Chianti, situato a 498 metri di altitudine, si trova circa a metà strada tra Greve e Castellina, all'incrocio fra la strada dei Poggi, che segue le colline alla destra del fiume Pesa, e la Via Chiantigiana (che unisce Firenze con Siena). Da visitare in paese è l'antica Pieve di San Leonino che risale al X secolo.


Festa annuale della stagion bona
il 25 aprile 2014
Loc.Panzano, Piazza Ricasoli Greve in Chianti
Per info: 055.8546299 - 055.8546299

lunedì 7 aprile 2014

Il Giardino degli iris a Firenze. Aperto dal 25 aprile al 20 maggio

Il 25 aprile riapre il meraviglioso Giardino dell'Iris a Piazzale Michelangelo (Firenze) un'area verde di oltre due ettari con un oliveto, viali e scalette di pietra orlate da piante verdi e fiorite. Protagoniste del parco, ad ingresso gratuito, sono naturalmente le numerose varietà di iris, barbate alte, intermedie e alte, da bordura, provenienti da ogni parte del mondo. Ogni anno il giardino fiorito ospita il Concorso Internazionale dell'Iris. I partecipanti al premio, ibridatori di tutto il mondo, inviano nel periodo giugno-settembre i rizomi a Firenze, perché siano coltivati al Giardino dell'Iris per ben tre anni. 

 Il concorso è “anonimo”, perché ogni pianta iscritta è contrassegnata soltanto da una sigla. In tal modo la Giuria valuta ogni iris senza subire alcuna influenza esterna. Soltanto dopo aver stilato la graduatoria finale sono svelati i nomi delle varietà e degli ibridatori. Sono premiati gli esemplari più belli e particolari in base a differenti metri di giudizio. Il vincitore del primo posto è premiato con un Fiorino d'oro, donato dall'Azienda per il Turismo di Firenze, mentre l'iris più rosso, che si avvicina maggiormente al fiore (un iris e non un giglio, come erroneamente spesso è chiamato) raffigurato nel gonfalone cittadino, si aggiudica un premio speciale offerto dal Comune di Firenze.

Il Giardino dell’Iris è nato nel 1954 per dare ospitalità al un Concorso Internazionale annuale per le migliori varietà di Iris, il “Premio Firenze”, su iniziativa di Flaminia Specht e Nita Stross Radicati, appassionate ibridatrici facenti parte della Società Italiana Amici dei Fiori. Il particolare interessamento delle due signore rese possibile l'allestimento della manifestazione nel capoluogo della Toscana, ritenuto sede particolarmente adatta all'evento. Lo splendido fiore violaceo ha sempre avuto un forte legame con la storia di Firenze, che elesse l'iris rosso in campo bianco ad emblema nel gonfalone cittadino.

Si deve a Piero Bargellini assessore alle Belle Arti e Giardini, il merito di essersi adoperato perché il Comune assegnasse ai promotori della manifestazione il cosiddetto “Podere dei Bastioni”, il terreno situato sul lato est di Piazzale Michelangelo. Nel 1954 fu bandito il primo Concorso Internazionale dell'Iris. In totale sono stati effettuati 56 concorsi con una partecipazione record, nel 2004, di ben 150 nuove varietà.
Il Giardino, realizzato su progetto iniziale dell'architetto G. Zetti e inaugurato nel maggio del 1957, si arricchì di donazioni fatte da numerosi coltivatori stranieri e di un'ampia collezione di Iris storiche del Presby Memorial Garden di Montclair (New Jersey, USA). Per ospitare le Iris giapponesi e Louisiana nel 1967 fu costruito un laghetto artificiale. Specialisti, ibridatori, botanici e orticoltori, italiani e stranieri, operano nel Giardino dell'Iris durante tutto l'anno per scopi scientifici e per passione.
L'ingresso a visitatori esterni è consentito soltanto nel periodo primaverile dal 25 aprile al 20 maggio, tutti i giorni anche nei festivi.

Orario: 10.00 - 12.30 / 15.00 - 19.00
Ingresso: gratuito

Parzialmente accessibile ai portatori di handicap (ingresso lato Flò Lunge Bar)

Come arrivare: autobus n. 12 - 13 (capolinea Stazione Santa Maria Novella)

Didattica: visite guidate gratuite (in italiano e in inglese) su prenotazione per gruppi e scolaresche; corsi di ibridazione; corsi per giudici

Per maggiori info: http://www.irisfirenze.it/giardino.htm

giovedì 3 aprile 2014

Spezzatino di agnello alla cacciatora

Oggi vi proponiamo la ricetta dello spezzatino di agnello alla cacciatora, una portata particolarmente indicata per il pranzo di Pasqua, da abbinare ad un vino pregiato come il Bolgheri Sassicaia. La facile preparazione vi offre comunque la possibilità di preparare il secondo piatto in ogni occasione. Come contorno potete scegliere le patate al forno o, se preferite le verdure, potete aggiungere piselli e/o carciofi. La maniera “alla cacciatora” è un vero e proprio “must” della cucina tradizionale toscana. Pollo alla cacciatora, lepre alla cacciatora, sugo alla cacciatora sono soltanto alcune delle ricette tipiche della nostra regione, che prevedono l'impiego di spezie locali, salvia e rosmarino.

Spezzatino di agnello alla cacciatora
Ricetta per 4 persone
1 kg di spezzatino di agnello
1 cucchiaio di farina
2 spicchi d'aglio
2 rametti di rosmarino o ramerino
un ciuffetto di foglie di salvia
olio extravergine di oliva (clicca qui per assaggiare olio evo biologico prodotto in Toscana!)
sale e pepe q.b.
1 bicchiere di vino bianco
2 acciughe

Preparazione
Tritare gli spicchi d'aglio insieme ad un rametto di rosmarino. Mettere alcuni cucchiai d'olio extravergine in padella e aggiungere la carne di agnello tagliata a pezzetti.Far rosolare per alcuni minuti, poi aggiungere il trito di odori e le foglie di salvia. Abbassare la fiamma e far cuocere fino a far diventare la carne ben dorata. Versare la farina setacciata a pioggia sullo spezzatino. Far sfumare con il vino bianco. Alzare la fiamma e mescolare i pezzetti di carne, evitando che si attacchino al fondo della padella. Salare e pepare a piacere. Chiudere con un coperchio e far proseguire la cottura per circa 30 minuti a fiamma moderata. Lavare, disliscare e tritare le acciughe. Pochi minuti prima di togliere la carne dal fuoco, aggiungere il trito di acciuga. Preparare un piatto da portata con un rametto di rosmarino fresco, disporvi lo spezzatino di agnello con un po' di fondo di cottura. Servire in abbinamento al vino DOC Bolgheri Sassicaia (clicca qui per ordinarlo online) ad una temperatura di 16/18°. Si consiglia di far decantare il vino per alcune ore prima di servirlo.
Buon appetito da Vivere la Toscana!

lunedì 31 marzo 2014

Villa Mansi a Segromigno in Monte

Tra le splendide residenze della Lucchesia, che fanno parte del Tour Camelie in Villa, s'incontra Villa Mansi. L'antico edificio sorge nella località di Segromigno in Monte, nel comune di Capannori (Lucca). Fatta costruire dalla famiglia Benedetti, la villa fu ceduta ai Cenami nel 1599. Originariamente l'edificio, a pianta rettangolare, presentava un salone centrale su cui si affacciavano le altre stanze. Dal 1634 Muzio Oddi, architetto già impegnato nella fortificazione delle Mura Lucchesi, si occupò della ristrutturazione della villa e del parco in stile barocco francese.

L'edificio fu ampliato verso valle e fu realizzata una mirabile facciata monumentale, costituita da un portico rialzato al quale si accede da due rampe di scale simmetriche. Nel 1675 la residenza lucchese fu acquistata da Ottavio Mansi, da cui la villa prese il nome attuale. Nel 1742 la parte superiore del palazzo fu abbellita con grandi statue marmoree. Nell'Ottocento continuarono le migliorie della villa, con l'aggiunta di un piano sopraelevato e del bassorilievo raffigurante un trofeo d'armi posto sopra il portale.
Le sale sono riccamente decorate in stile barocco con dorature e grottesche. Autore delle decorazioni nel salone centrale è Stefano Tofanelli, pittore lucchese autore di grandi tele neoclassiche a soggetto mitologico.
A completare la sontuosa villa lucchese è il grande parco verde che la circonda, inizialmente realizzato come giardino geometrico all'italiana. Nel Seicento Filippo Juvarra apportò numerose modifiche al parco, creando un pregevole sistema idrico che consentiva scenografici giochi d'acqua. I terrazzamenti furono sostituiti da un dolce pendio. A testimoniare il periodo rococò oggi restano, oltre al declivio di fronte alla residenza, il ninfeo in tufo “Bagno di Diana” e una grande peschiera. Nell'Ottocento il parco di Villa Mansi fu trasformato in un meraviglioso giardino all'inglese. Naturalmente furono conservate le antiche querce e i tassi, presenti sin dal Seicento. Nel XIX secolo furono aggiunti altri alberi, oggi maestosi: l'abete rosso, il cedro di Atlante, l'albero dei tulipani, la douglasia. Le piante esotiche conferiscono al prato erboso un aspetto romantico. Sul lato ovest è situato l'antico camelieto, il giardino di camelie con splendide varietà della pianta fiorita dalle origini asiatiche.
In alcuni periodi è possibile visitare soltanto il parco.

Villa Mansi
Orario apertura: 10–13 e 14–17
Via delle Selvette, 259 Segromigno in Monte
Tel.0583 920234 - 0583 928114
e-mail: villamansi@gmail.com
Coordinate Gps: N43°53’21.93”, E10°36’1.134”
Il costo dell'ingresso è di € 5,00 per i possessori del biglietto della mostra “Antiche Camelie della Lucchesia” che si svolge ogni anno durante il mese di marzo. L'ingresso è gratuito per i ragazzi fino a 14 anni. Per visite e costi durante il resto dell'anno si consiglia di chiamare i numeri riportati sopra.