lunedì 13 aprile 2015

Ricetta dello Zuccotto, dolce storico fiorentino

Lo Zuccotto è un semifreddo dal gusto raffinato che si abbina perfettamente ad un buon vino passito. Oggi si possono trovare in commercio numerose varianti del dolce al cucchiaio toscano, originariamente preparato con una farcitura a base di ricotta fresca, pezzetti di cioccolato e canditi. Vivere la Toscana vuole riproporvi la ricetta più fedele a quella della tradizione, che è davvero antichissima. Si dice che lo Zuccotto sia stato inventato da Bernardo Buontalenti per un banchetto alla corte della famiglia de'Medici. Il nome originario del semifreddo toscano, dalla caratteristica forma a cupola, era “elmo di Caterina”. Si dice infatti che fosse preparato all'interno dello “zuccotto”, l'elmo chiodato da combattimento indossato dai fanti dell'esercito fiorentino all'epoca di Caterina II de'Medici, alla quale il Buontalenti decise di dedicare il dolce da tavolo.

Zuccotto fiorentino
Ingredienti
250 grammi di pandispagna
300 grammi di ricotta fresca
250 grammi di panna per dolci
150 grammi di zucchero a velo
80 grammi di cioccolato fondente
30 grammi di cacao in polvere amaro
80 grammi di canditi
Alchermes q.b.

Preparazione
Con uno sbattitore montare la panna. Aggiungervi pian piano lo zucchero a velo e la ricotta setacciata. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e dividerlo in due ciotole, una più grande e una più piccola. In quella con maggiore farcitura aggiungere i canditi a dadini e il cioccolato fondente spezzettato in piccoli pezzi. Nella ciotola più piccola aggiungere in cacao in polvere e mescolare bene. Tagliare il pandispagna a fette sottili e immergerle rapidamente in un piatto, in cui avrete versato precedentemente un po' di Alchermes. Con le fettine di dolce ottenute foderare lo stampo da zuccotto (qualsiasi recipiente a forma di cupola può andar bene). Distribuire la farcitura bianca (quella con i canditi e i pezzetti di cioccolato) sopra il pandispagna, formando uno strato omogeneo. Al centro del composto disporre la farcitura al cacao. Livellare bene la crema e poi coprire con altre fettine di pandispagna imbevute nel liquore da dolci. Se non avete dell'Alchermes potete usare il maraschino. Mettere lo Zuccotto fiorentino nel congelatore per 4 ore. Togliere dal freezer e far staccare il dolce dallo stampo, immergendolo in acqua calda. Disporre il semifreddo in un piatto da portare a tenerlo in frigorifero fino al momento di servirlo in tavola. L'abbinamento consigliato è un vino Moscato o un Passito, come il Nottambulo prodotto da Villa Acquaviva, che potete ordinare nello store online di Vivere la Toscana.

giovedì 9 aprile 2015

Mangia in giro. Rassegna enogastronomica dal 23 aprile al 24 maggio 2015 in provincia di Livorno

Mangia in giro", un "comune" viaggio gastronomico” è il titolo della rassegna dedicata ai prodotti enogastronomici, che coinvolgerà dal 23 Aprile al 24 Maggio 2015 le località della provincia di Livorno di Castiglioncello, Rosignano, Nibbiaia, Castelnuovo della Misericordia e Gabbro. La manifestazione è organizzata dal Comune di Rosignano Marittimo in collaborazione con la Regione Toscana, la Camera di Commercio di Livorno e la rivista “La cucina italiana”.
Un viaggio gastronomico lungo un mese, che partirà il 24 aprile con la II° edizione del Foodies Festival di Castiglioncello. Il festival enogastronomico durerà tre giorni e sarà ospitato dagli spazi dell'Hotel Miramare per una cena di beneficenza con ospiti d'onore, tra i quali la conduttrice televisiva Tessa Gelisio, di Villa Sansoni e del Castello Pasquini. Qui sarà possibile assistere ad una serie di incontri speciali, tra cui il cooking show del famoso chef Alessandro Borghese. 
Il secondo appuntamento di “Mangia in giro” sarà ospitato dalla località di Rosignano Solvay sabato 2 e domenica 3 maggio. Protagonista dell'evento dal titolo “Cacciucco senza trucco” sarà il pesce, “ricco” e povero, pescato dai pescatori locali. Durante l'evento saranno esposti prodotti gastronomici tipici del territorio. 
Il 9 ed il 10 maggio sarà la volta di Rosignano Marittimo con “Non si frigge mica con l’acqua”, evento culinario dedicato al fritto. Mercatini, cibo di strada made in Tuscany, laboratori di cucina per adulti e per bambini, mostre, degustazioni e perfino “Taste Archeology”: tutto questo e molto altro è previsto per il terzo appuntamento di “Mangia in giro”.
La quarta tappa del “comune viaggio enogastronomico” si svolgerà a Vada dal 16 al 17 maggio con la manifestazione “Principe ranocchio”. Numerosi appuntamenti, dedicati al buon cibo, alla salute e alle eccellenze del territorio sono previsti in agenda. A Vada, come nelle altre località protagoniste della rassegna, sarà riservato spazio al “cibo di strada”.
“Mangia in giro” prosegue il 23 ed il 24 maggio presso le frazioni collinari di Castelnuovo Gabbro e Nibbiaia, le quali presenteranno “Maggio formaggio”, evento dedicato ai formaggi toscani con approfondimenti relativi alla riconoscibilità e alle particolarità produttive dei nostri prodotti caseari.
Fino al 15 aprile inoltre sarà possibile partecipare al contest “La tua ricetta per…Mangia in Giro”. 
Le ricette, corredate di una storia o di un racconto legato ad esse, dovranno essere inviate all’indirizzo email lamiaricetta@comune.rosignano.livorno.it oppure come messaggio privato tramite la pagina Facebook dell’evento. Saranno tutte pubblicate, previa verifica dell’attinenza e del rispetto dei requisiti richiesti, sulla pagina Facebook dell’evento e sul sito web del Comune di Rosignano:www.comune.rosignano.livormo.it. Le migliori 5 ricette saranno presentate ed eventualmente cucinate, in occasione della manifestazione “Mangia in giro. Un comune viaggio enogastronomico” in programma dal 24 aprile al 24 maggio 2015.

sabato 4 aprile 2015

Vivere la Toscana augura a tutti Buona Pasqua 2015!

Tutto lo staff di Vivere la Toscana vi augura Buona Pasqua!!!













ANDATE A DIRE 
(di San Giovanni Bosco)

Andate presto, andate a dire.
Voi che l'avete intuito per grazia
Correte su tutte le piazze
A svelare il grande segreto di Dio.
Andate a dire che la notte è passata.
Andate a dire che per tutto c'è un senso.
Andate a dire che l'inverno è fecondo.
Andate a dire che il sangue è un lavacro.
Andate a dire che il pianto è rugiada.
Andate a dire che ogni stilla è una stella.
Andate a dire: le piaghe risanano.
Andate a dire: per aspera ad astra.
Andate a dire: per crucem ad lucem.
Voi, che lo avete intuito per grazia,
Correte di porta in porta
A svelare il grande segreto di Dio.

Andate a dire che il deserto fiorisce.
Andate a dire che l'Amore ha ormai vinto.
Andate a dire che la gioia non è sogno.
Andate a dire che la festa è già pronta.
Andate a dire che il bello è anche vero.
Andate a dire che è a portata di mano.
Andate a dire che è qui, Pasqua nostra.
Andate a dire che la storia ha uno sbocco.
Andate a dire: liberate, lottate.
Andate a dire che ogni impegno è un culto.
Voi, che lo avete intuito per grazia,
Correte, correte per tutta la terra
A svelare il grande segreto di Dio.

Andate a dire che ogni croce è un trono.
Andate a dire che ogni tomba è una culla.
Andate a dire che il dolore è salvezza.
Andate a dire che il povero è in testa.
Andate a dire che il mondo ha un futuro.
Andate a dire che il cosmo è un tempio.
Andate a dire che ogni bimbo sorride.
Andate a dire che è possibile l'uomo.
Andate a dire, voi tribolati.
Andate a dire, voi torturati.
Andate a dire, voi ammalati.
Andate a dire, voi perseguitati.
Andate a dire, voi prostrati.
Andate a dire, voi disperati.

Andate a dire, comunque sofferenti.
Andate a dire, offerenti-sorridenti.
Andate a dire su tutte le piazze.
Andate a dire di porta in porta.
Andate a dire in fondo alle strade.
Andate a dire per tutta la terra.
Andate a dire gridandolo agli astri.
Andate a dire che la gioia ha un volto.
Proprio quello sfigurato dalla morte.
Proprio quello trasfigurato nella Pasqua.
Oggi, proprio ora, qui andate a dire.
Andate a dire.
Ed è subito pace.
Perché è subito Pasqua.

martedì 31 marzo 2015

Il Palazzo dei Priori a Volterra

Il Palazzo dei Priori a Volterra è il più antico Municipio toscano. Situato nella splendida Piazza dei Priori l'edificio comunale testimonia l'importante passato del borgo medievale e continua ad essere sede del potere civile. Progettato da Riccardo da Como, il Palazzo dei Priori fu costruito durante la prima metà del XIII secolo, ad iniziare precisamente dal 1208. Successivamente l'edificio ha subito diverse modifiche, soprattutto nel 1472 quando furono abbattuti l'arringo e la loggia, e furono chiuse le due porte di accesso sul lato destro.

Sulla facciata ancora oggi si possono ammirare gli stemmi, i bassorilievi in terracotta e gli altorilievi, che testimoniano la storia e le vicende politiche della città di Volterra. Le sculture dei leoni sui pilastri laterali simboleggiano il dominio fiorentino. Gli stemmi furono affissi per ricordare i Commissari che governarono la città. Tra le finestre del piano terra è invece incisa nel tufo la “Canna Volterrana“, la misura dell’antico Comune di Volterra. L’orologio ed i merli, che caratterizzano l'edificio medievale, in realtà sono stati aggiunti in epoche successive. La torre campanaria terminava con una struttura in legno, poi, dopo il terremoto del 1846, fu sostituita dall'attuale costruzione in pietra più solida ed imponente. Sulla parete della scalinata che conduce al primo piano si può ammirare l’affresco della “Crocifissione”, realizzato da Pier Francesco Fiorentino (sec. XV).
Sul ripiano della seconda rampa troviamo la Sala del Consiglio Comunale, in cui è custodito l’affresco de' L’Annunciazione, con ai lati quattro figure di Santi, opera di Iacopo di Cione Orcagna, purtroppo gravemente danneggiata nel corso dei secoli e per questo trasferita su tela. La sinopia si può ammirare nell’attigua Saletta della Giunta. Sulla parete destra della Sala del Consiglio si trova la tela de' “Le Nozze di Cana” di Donato Mascagni, detto Frate Arsenio (1579-1631). 
Sempre dello stesso artista è il “Giobbe” nella Saletta della Giunta, dove sono esposte anche la “Natività di Maria” di Gian Domenico Ferretti (sec. XVIII), l'opera settecentesca “Adorazione dei Magi” di Ignazio Hugford e “San Girolamo”, tela attribuita a Luca Signorelli. Agli antichi dipinti sono stati aggiunti capolavori scultorei contemporanei: il “Vitellino” di Raffaello Consortini e la “Donna Siciliana” di Mino Trafeli.
Il Palazzo dei Priori a Volterra si può visitare dal 16 marzo al 1 novembre tutti i giorni dalle 10:30 alle 17:30 e dal 2 novembre al 7 marzo tutti i giorni (escluso sabato, domenica, festivi, 25/12 e 01/01) dalle 10:00 alle 16:30. L'ingresso è a pagamento. Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito www.volterratur.it.



venerdì 27 marzo 2015

Rievocazione storica della Passione di Cristo a Grassina. 3 aprile 2015

La Rievocazione Storica della Passione di Cristo a Grassina,, in provincia di Firenze, sarà rappresentata, come da tradizione, la sera del Venerdì Santo, quest'anno 3 aprile 2015. La manifestazione si compone di più momenti: il passaggio del corteo storico per le strade del paese e la rappresentazione di scene della vita e della Passione di Gesù Cristo. La prima rievocazione del Venerdì Santo nel paese di Grassina si dice che risalga al 1610 circa e che sia stata soltanto una processione. Con il passare del tempo l'evento religioso si è arricchito di elementi scenografici e la rappresentazione della Passione di Cristo è divenuta molto suggestiva, richiamando un pubblico sempre maggiore.

500 figuranti in costume compongono il corteo storico che percorre le vie del centro di Grassina: soldati e centurioni a cavallo, patrizi e matrone romane, gli apostoli, le pie donne, i due ladroni, e Cristo sofferente sotto il peso della Croce. La collina del paese diventa per l'occasione il monte Calvario, su cui ascende il corteo della Via Crucis. Al tempo stesso circa 80 figuranti danno vita a scene della Passione di Cristo. La rappresentazione risulta molto realistica grazie alla bravura degli interpreti e allo scenario naturale. Il palcoscenico infatti è ricavato tra stradine, muretti, piante di ginestra e ulivi.

Gli spettatori restano affascinati dall'atmosfera creata sulla collina grassinese dai suoni, dalle luci e dai colori, sapientemente orchestrati dalla regia. Le musiche sono di Dvorak, Orff, Haendel, Grieg, Bach, Wagner, Verdi, Stravinskij, Beethoven, Faure, Malher e Albinoni. I dialoghi ed il testo della Rievocazione Storica della Passione di Cristo a Grassina sono liberamente tratti dai Vangeli di Matteo, Luca e Giovanni.
Programma
ORE 21,00
Sfilata del corteo storico per il paese
ORE 21,15
Scene della vita e della Passione di Cristo sul Calvario

In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà lunedì 6 Aprile, stesso orario.

Biglietti: posti numerati per le scene 15 euro
posti in piedi per le scene 12 euro
posti in piedi al lato del corteo 4 euro
I biglietti sono in vendita dalle ore 19.30 di venerdì 18 aprile in tutte le biglietterie alle entrate del paese.

Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.catgrassina.org/it/

martedì 24 marzo 2015

Ricetta dei Carciofi Ripieni alla Cecinese

Vivere la Toscana oggi vi suggerisce una gustosa ricetta da preparare con carciofi freschi di stagione, funghi secchi e prosciutto crudotoscano: i Carciofi Ripieni alla Cecinese. Il carciofo è un ortaggio che si presta a differenti preparazioni e il suo gusto amarognolo si sposa benissimo con la carne di suino, con i formaggi stagionati e con le uova, ad esempio per preparare un piatto unico come il Tortino di carciofi. I deliziosi ortaggi, raccolti in autunno o in primavera in base alla varietà cui appartengono, si possono assaporare crudi in pinzimonio o cotti al vapore e conditi con un filo di extravergine di oliva. Se amate i sapori semplici e genuini vi consigliamo di assaggiare i carciofini sott'olio selezionati da Vivere la Toscana. Se invece amate i piatti ricchi provate a preparare la ricetta che vi suggeriamo sotto. In abbinamento al piatto cecinese vi consigliamo di scegliere uno dei raffinati vini di Bolgheri, sempre provenienti dalla provincia di Livorno.

Ricetta dei Carciofi Ripieni alla Cecinese
Ingredienti per 8 persone
16 carciofi
1 spicchio d'aglio
2 etti di prosciutto crudo (clicca qui per assaggiare il crudo toscano stagionato)
un ciuffo di prezzemolo
una cipolla
una costa di sedano
200 grammi di mollica di pane
sale e pepe q.b.
Preparazione
Tenere in ammollo in acqua tiepida i funghi per farli reidratare e ammorbidire. Strizzarli e tritarli finemente. Pulire bene i carciofi, eliminando le foglie esterne più dure, la parte finale del gambo ed il fieno interno, se presente. Togliere la parte centrale, il cuore del carciofo, e tenerla da parte in una ciotola. Tritarla insieme all'aglio, al prosciutto, alla cipolla, al prezzemolo e al sedano. Aggiungere i funghi precedentemente preparati. Sbriciolare la mollica di pane e aggiungerla al ripieno, salare e pepare a piacere. Amalgamare bene la farcia e poi iniziare a riempire i carciofi. Accendere il forno a 200 C°. Preparare un tegame, versarvi alcuni cucchiai di olio extravergine d'oliva e sistemarvi i carciofi ripieni. Infornare e cuocere per circa mezz'ora. A metà cottura aggiungere mezzo bicchiere d'acqua tiepida nella teglia. Terminare la cottura e far intiepidire. Servire in tavola i Carciofi ripieni alla cecinese e Buon appetito da Vivere la Toscana!

sabato 21 marzo 2015

La Chiesa delle Sigaraie a Lucca

La Chiesa di Santa Caterina a Lucca, meglio conosciuta come la Chiesa delle Sigaraie, è un interessante edificio religioso in stile barocco, recentemente restaurato e riportato all'antico splendore. Gli interventi di ristrutturazione sono iniziati grazie ad una campagna di sensibilizzazione del FAI (Fondo Ambiente Italiano). Nel 2011 infatti la Chiesa di Santa Caterina si è aggiudicata il terzo posto in Italia tra i Luoghi del Cuore FAI, così negli anni successivi è iniziata la collaborazione tra Comune di Lucca, Sovrintendenza per beni culturali di Lucca e Ministero per i beni e le attività culturali, che ha portato al restauro della chiesa lucchese, ora riaperta ai visitatori.

Il nome caratteristico con cui è conosciuto l'edificio religioso è dovuto alla sua vicinanza con l'ex manifattura di tabacchi a Lucca. Le “sigaraie” ovvero le donne che lavoravano nella fabbrica, confezionando sigari, si recavano spesso a pregare nella chiesa di Santa Caterina, che oggi quindi porta anche il loro nome. La Chiesa delle Sigaraie, realizzata nel 1738 dall’architetto Francesco Pini e decorata da Bartolomeo de’ Santi e Lorenzo Castellotti, rappresenta il più significativo esempio di edilizia religiosa barocca nella città di Lucca. Le due pale d’altare, restaurate nel Laboratorio di Restauro della Soprintendenza, raffigurano la Gloria nel nome di Gesù, sull’altare destro, e La Madonna con Bambino che appare a S. Antonio da Padova, sull’altare maggiore.

La struttura dell'edificio, con ingresso in angolo da via Vittorio Emanuele a Lucca, e la forma ovale conferiscono alla chiesa un aspetto molto particolare. Nelle pareti interne sono state conservate le grate ovali, che servivano in passato a nascondere i volti delle suore in orazione durante le celebrazioni. Davvero sorprendente è l'effetto “celestiale” ottenuto nella cupola, aperta nella parte più alta in modo da lasciare intravedere un affresco raffigurante il cielo, Putti e Santi, ben illuminato dalla luce naturale che filtra dai lucernari. Se vi trovate a Lucca non dimenticate di aggiungere al vostro itinerario: la Chiesa delle Sigaraie.