martedì 30 settembre 2014

Pennette con salsa di salsicce toscane

Oggi Vivere la Toscana vi propone un piatto di facile preparazione, ma molto saporito e gustoso: le pennette con salsa di salsicce toscane. Sul nostro sito potete acquistare online gli insaccati preparati secondo ricetta tradizionale con carne fresca di suino grigio. Oltre alla salsiccia, la salsa deve essere preparata con funghi secchi, meglio se porcini, cipolla, olio extravergine d'oliva, vino rosso e pomodori. Il tempo necessario per preparare questa ricetta è circa un'ora. Un consiglio: invasettate la salsa in vasetti sterilizzati, chiudeteli e fateli bollire per circa mezz'ora immersi in acqua bollente. Assicuratevi che la valvola di sicurezza sul tappo sia scesa e conservate i vasetti in dispensa.

Ricetta delle Pennette con Salsa di Salsicce
Ingredienti per 4 persone
320 grammi di pennette
350 grammi di salsiccia toscana (clicca qui per acquistare quelle prodotte dalla Norcineria Falaschi di San Miniato)
25 grammi di porcini secchi
sale e pepe q.b.
300 grammi di pomodori
1 cipolla
mezzo bicchiere di vino rosso

Preparazione
Far rinvenire i funghi essiccati in un recipiente con acqua tiepida, poi strizzarli, asciugarli e tritarli. Sbollentare i pomodori in acqua bollente, pelarli, togliere i semi e tagliarli a dadini. Spellare le salsicce e sbriciolarle. Tritare la cipolla e metterla in padella con l'olio per farla imbiondire. Aggiungere i funghi ed i pezzetti di salsiccia. Far cuocere per 10 minuti, mescolando ogni tanto. Unire i pomodori, salare e pepare a piacere (un consiglio: se le salsicce son particolarmente saporite cercate di limitarvi ad un pizzico di sale altrimenti la salsa risulterà troppo salata). Allungare la salsa con il vino rosso e continuare la cottura a fuoco moderato per circa mezz'ora. Cuocere le pennette in abbondante acqua bollente salata, scolarle e aggiungerle in padella, mantecare per alcuni minuti ed impiattare. Le pennette alla salsa di salsiccia son pronte. Potete abbinare al primo piatto un ottimo vino rosso toscano. Vivere la Toscana vi consiglia “Nero” Morellino di Scansano D.O.C.G.

venerdì 26 settembre 2014

Arriva COOLT Settimana della cultura in Toscana. Dal 9 al 19 ottobre

COOLT sarà la prima edizione della Settimana della Cultura in Toscana. Dal 9 al 19 ottobre in tutto il territorio toscano, nei principali Musei, in Biblioteche, Teatri e Centri d'Arte si svolgeranno interessanti eventi culturali, anche a prezzi promozionali o ad ingresso gratuito. L'intento principale di COOLT è quello di comunicare che Cultura significa condividere, arricchire e perfino divertire. La manifestazione è promossa da Regione Toscana insieme a Toscana Promozione, Fondazione Sistema Toscana, Fondazione Toscana Spettacolo, Toscani del Mondo e Vetrina Toscana.

Sul sito www.coolt.toscana.it, curato da Fondazione Sistema Toscana, sono consultabili tutti gli appuntamenti in programma e le offerte presentate dai vari operatori sul territorio per la settimana della cultura. Tra i numerosi enti ed aziende che hanno aderito all'iniziativa è Trenitalia, che garantirà la diffusione delle informazioni su COOLT nelle stazioni e su tutti i treni regionali.
Tra gli eventi principali sarà l'“Internet Festival 2014” a Pisa dal 9 al 12 ottobre, manifestazione internazionale dedicata al mondo della rete e alle nuove tecnologie (ad ingresso libero). Altro imperdibile appuntamento nella città della Torre Pendente è la Mostra dedicata ad Amedeo Modigliani, a Palazzo Blu dal 3 ottobre fino al 15 febbraio 2015. Se desiderate approfondire la conoscenza del pittore livornese vi consigliamo di integrare la mostra con la visita della Casa Natale di Modigliani a Livorno. Sono previste letture, visite guidate e gite in battello per l'occasione. Sempre a Livorno si potrà visitare gratuitamente la Cantina del Palio Marinaro (17-19 ottobre).
A Firenze gli eventi previsti sono davvero numerosi. La Fondazione Palazzo Strozzi parteciperà con un ricco programma di attività. Sabato 18 ottobre il Teatro Verdi ospiterà il concerto inaugurale della stagione 2014-2015 dell’Orchestra della Toscana e per il 20 ottobre il gran finale con il Concerto per la pace di Noa. L’11 ottobre presso l’Auditorium di Sant’Apollonia si svolgerà “Games in Tuscany”.
A Lucca dal 28 settembre al 3 ottobre vi attende il “Lucca Film Festival” che quest'anno avrà il grande regista David Lynch come ospite d'onore. Oltre ad offrire una retrospettiva completa dei suoi film, il Festival presenterà la mostra "David Lynch. Lost Images. L’indiscreto fascino dello sguardo", fino al 9 novembre 2014 presso il Nuovo Archivio di Stato.
Alberghi, ostelli, agriturismi, stabilimenti termali, ristoranti propongono interessanti pacchetti e promozioni per consentirvi di godere a pieno della settimana della cultura in Toscana COOLT.
Se desiderate scoprire tutti gli eventi in calendario nella vostra città, Prato, Arezzo, Firenze, Grosseto, Pistoia, o nelle province toscane, è molto semplice, basta collegarsi al sito www.coolt.toscana.it, entrare nella sezione “EVENTI” e scrivere il nome della città che volete nell'apposito motore di ricerca. È possibile fare ricerche per aree tematiche, interessi, ecc.
Vi aspettiamo in Toscana per scoprire quanto è COOL la nostra regione!

lunedì 22 settembre 2014

Sagra del Tartufo Bianco e Fungo Porcino a La Serra, San Miniato. 26, 27 e 28 settembre 2014

In attesa della 44esima Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato, prevista per gli ultimi tre weekend di Novembre (15-16, 22-23, 29-30) e per il primo fine settimana di Dicembre (6-7-8), in località La Serra si terrà la settima edizione della Sagra del Tartufo Bianco e del Fungo Porcino. Gli stand gastronomici saranno aperti già da venerdì sera, 26 settembre 2014. Tra le sagre toscane quelle dedicate ai porcini ed ai tartufi sono tra le più apprezzate, così come i numerosi prodotti a base dei prelibati frutti del sottobosco in vendita online sul sito di Vivere La Toscana.

Tra i prodotti a base di tartufi selezionati da Vivere la Toscana sono i paté e le creme (cliccate qui per ordinare il set di assaggio), le linguine al tartufo, l'olio aromatizzato al tartufobianco, il carpaccio di tartufo ed il gustosissimo pecorino al tartufo.

Se nel prossimo weekend (26-27 e 28 settembre) avrete la possibilità di recarvi a La Serra (San Miniato, PI) potrete assaggiare ottime specialità a base di funghi e tartufi, come le saporite lasagne al tartufo bianco. Non mancheranno altri piatti tipici toscani.
In concomitanza con la Sagra del Tartufo e del Porcino, organizzara dal Circolo Arci La Serra e dall'"Associazione "La Serra Insieme", si terranno eventi sempre legati al mondo del tartufo, come la gara di escavazione per cani da tartufo (aperta a tutti, iscrizione alle ore 8.00) ed il mercatino delle arti e dei mestieri nella giornata di domenica, la mostra del tartufo bianco, spettacoli musicali e cabaret. Gli stand gastronomici del ristorante (nella Zona del Campo Sportivo) saranno aperti venerdì e sabato a cena dalle ore 20:00, e domenica 28 anche a pranzo dalle ore 12:00.

San Miniato vi aspetta per la
7ª Sagra del Tartufo Bianco e del Porcino
da venerdì 26 a domenica 28 settembre 2014

Per maggiori informazioni:
Ufficio Informazioni Turistiche
Tel/fax 0571 42745
ufficio.turismo@sanminiatopromozione.it

venerdì 19 settembre 2014

Pastasciutta alla Medici, alla corte toscana del gusto

La famiglia de' Medici, signori di Firenze e di Toscana, era molto attenta ad offrire ai propri ospiti a corte piatti ricchi, non solo per lo sfarzo coreografico con cui erano presentati in tavola, ma anche per gli ingredienti scelti. Lo dimostra la ricetta della Pastasciutta saltata alla Medici, un primo da cena luculliana, ideale da proporre in occasioni importanti. Per rendere il piatto ancor più prelibato potete aggiungere la crema al tartufo bianco di San Miniato e porcini, che trovate in vendita nello store di Vivere la Toscana.

Alle tavole riccamente imbandite dei Medici si riunivano personaggi illustri del tempo, poeti, artisti, intellettuali. I piatti serviti erano principalmente a base di carne, cacciagione, pollo, maiale, legumi e prodotti del territorio, come i funghi dei quali è ricco il territorio toscano. Dopo la scoperta dell'America si aggiunsero alle portate altri ingredienti importanti: pomodori, patate e cioccolato. Caterina de'Medici (Firenze, 1519 – Castello di Blois, 1589), figlia di Lorenzo II, amante del cibo e del buon vino, fu la prima ad esportare oltralpe la cucina toscana. Sposando Enrico II, ella divenne regina di Francia e portò con sé abili cuochi e pasticceri italiani, che influenzarono la cucina francese.
Secondo alcuni la ricetta della “pasta saltata alla Medici” sarebbe nata proprio dall'incontro tra i due tipi di cucina. Secondo altri le origini del piatto sarebbero più antiche. Qui vi offriamo una versione del primo, che potrete arricchire con gli ingredienti che preferite.

Pastasciutta alla Medici
Ingredienti per 4 persone
350 grammi di penne o tortiglioni
50 grammi di crema di tartufo (noi vi suggeriamo questa, cliccate qui! Ma potete provare anche la crema tartufo e asparagi)
1 spicchio d'aglio
400 grammi di fesa di tacchino
150 grammi di funghi champignon
1 ciuffo di prezzemolo
panna da cucina
una noce di burro
sale e pepe q.b.
Mezzo bicchiere di vino bianco

Preparazione
Pulire i funghi con un coltello e un pezzo di stoffa. Tagliarli a listarelle. Tritare il tacchino, l'aglio ed il prezzemolo. Mettere tutto in una padella con la noce di burro e far rosolare per alcuni minuti. Salare, pepare e sfumare con il vino bianco. Terminata la cottura, aggiungere la crema di tartufo e la panna liquida. Cuocere la pasta, scolarla al dente e aggiungerla al sugo preparato in padella. Farla saltare per alcuni minuti e servirla in tavola con un ciuffetto di prezzemolo sopra. In abbinamento alla Pastasciutta alla Medici Vivere la Toscana vi consiglia un vino “regale” Ornellaia 2011 Bolgheri DOC Superiore per la celebrazione dei 25 anni.



martedì 16 settembre 2014

Il Volto Santo o Santa Croce di Lucca. Leggende e miracoli

Il crocifisso ligneo conosciuto con il nome di “Volto Santo” è conservato all'interno della Cattedrale di San Martino a Lucca. L'opera, ritenuta leggendariamente acheropita, ovvero fatta non da mani umane, misura 2,24 per 2,65 metri ed è venerata con particolare devozione dai lucchesi sin dalla metà dell'XI secolo. L'effige del Volto Santo fu prescelta come simbolo della città riprodotto sulle monete, i grossi, e sui sigilli dei cambisti. La leggenda vuole che il grande crocifisso risalga al I secolo, tuttavia i critici sono concordi, per motivi stilistici, nel datare la scultura intorno all'XI secolo.

Non si può escludere tuttavia che l'attuale crocifisso sia una copia di un esemplare siriaco dell'VIII secolo. La veste con maniche lunghe, le caratteristiche somatiche del volto del Cristo, con occhi sporgenti e barba bipartita, ed altri particolari che rendono davvero singolare l'opera e differente dai crocifissi italiani coevi, fanno pensare alla validità di tale ipotesi. Oltre alla misteriosa provenienza, numerose leggende sono legate al Crocifisso del Duomo di Lucca. In primo luogo la cosiddetta “Leggenda Leobiniana”. Intorno al 1100 fu redatta una “Relatio”, un “racconto della creazione, scoperta e traslazione del Santissimo Volto”. L'immagine, secondo la leggenda, sarebbe arrivata a Luni e poi a Lucca intorno al 742 e sarebbe stata scolpita da Nicodemo, colui che insieme a Giuseppe d'Arimatea, aveva deposto Gesù Cristo nel sepolcro. Nicodemo non sarebbe riuscito a riprodurre il volto del Messia e lo avrebbe però trovato scolpito miracolosamente per intervento divino. Secondo la leggenda il crocifisso, che rischiava di essere distrutto, fu lasciato navigare su una barca senza equipaggio, fino ad approdare nel Tirreno, a Luni. I lunensi non sarebbe riusciti ad abbordare la nave, giunta poi spontaneamente a riva per esortazione del Vescovo, avvisato in sogno dell'arrivo del Volto Santo. Contesa tra lunensi e lucchesi, infine, la Santa Croce sarebbe toccata a Lucca. In cambio Luni ricevette un'ampolla di Sangue di Cristo, raccolto da Nicodemo sul Calvario e da lui affidata sempre alla nave approdata in Toscana. Oggi la preziosa reliquia è conservata nella Cattedrale di Sarzana.

I Lucchesi posero il Volto Santo nella Basilica di San Frediano. Qui oggi si può ammirare uno splendido affresco, realizzato da Amico Aspertini nel 1509 e che racconta proprio la leggenda dell'arrivo miracoloso della croce.
Tuttavia un giorno i Lucchesi non trovarono più in chiesa il prezioso crocifisso. Si racconta che fu ritrovato in un orto vicino alla Cattedrale di San Martino, dove ancora oggi è conservato. Per ricordare tale evento miracoloso, ogni anno, il 13 settembre si svolge la Luminara di Santa Croce. Con una solenne processione i fedeli e tutte le autorità religiose e civili del territorio di Lucca e provincia, si recano dalla Basilica di San Frediano lungo il centro, Piazza San Michele, il Fillungo, fino al Duomo per venerare il Volto Santo. I monumenti ed i palazzi lucchesi sono illuminati da lumini, come succede durante la Notte delle Bugie a Pisa.

Osservando attentamente il Volto Santo, conservato all'interno di un ricco tempietto (realizzato da Matteo Civitali nel 1482) nella navata sinistra della Cattedrale di San Martino un particolare non passa inosservato: il Cristo indossa delle pantofole d'oro e la pantofola destra è immersa in un calice. Per comprendere tale mistero è necessario conoscere il cosiddetto “miracolo della ciabatta”. Si racconta che un povero giullare in segno di devozione al Volto Santo donasse l'unica cosa in suo possesso: l'arte giullaresca. Il Crocifisso fece cadere una delle preziosissime ciabatte dorate in segno di ringraziamento. Quando il giullare prese la ricca pantofola, fu catturato e incarcerato, poiché nessuno credette al suo racconto miracoloso. Tuttavia ogni tentativo di rimettere la ciabatta dorata al piede del Cristo fu vana. Il povero alla fine fu creduto, liberato e gli fu donato del denaro dalla Chiesa a patto che rinunciasse alla ciabatta d'oro. Ancora oggi la pantofola del Volto Santo non è fissata al piede, ma è appoggiata e sorretta da un calice.
Vicino alla cappella della Croce si trova un altro oggetto singolare: una mannaja appesa. Si tratta dell'arma che un boia doveva utilizzare per decapitare Giovanni di Lorenzo di Picardia, ingiustamente accusato di aver assassinato un uomo. Era l'11 settembre 1334, il pellegrino, giunto a Lucca per adorare il Volto Santo, stava per essere colpito quando la lama della mannaja si rivoltò ed egli ebbe salva la vita.

venerdì 12 settembre 2014

La torre pendente di Figline Valdarno e la Susinana

In Toscana sono numerose le torri medievali che si possono scorgere osservando il paesaggio. Sono famose quelle di San Gimignano, la Torre del Mangia a Siena, i ruderi di quella di Caprona, la torre diDonoratico e prima fra tutte è il Campanile in Piazza dei Miracoli a Pisa. Non tutti sanno che questa torre non è l'unica ad essere caratterizzata da una forte pedenza. Una lettrice di Vivere la Toscana ci ha segnalato alcune settimane fa: la torre merlata di Figline Valdarno, adiacente a Palazzo Pretorio in Piazza Marsilio Ficino.

L'imponente edificio trecentesco, interamente in pietra, ha un fianco poggiato sulla torre pendente. Si tratta di una costruzione preesistente, probabilmente una delle antiche torri per difendere il Grande Foro. La torre guelfa di Figline è visibilmente inclinata, come la più nota Torre di Pisa, a causa di un cedimento del terreno argilloso. Originariamente in cima alla costruzione si poteva ammirare la campana detta “Susinana”. Risalente al 1384 essa apparteneva al Castello di Susinana in Romagna, dal quale fu sottratta come bottino di guerra. La campana oggi è collocata all'ingresso di Palazzo Pretorio. Su di essa è presente l'iscrizione:
« Ad perpetuam destructionem et mortem totius partis ghibelline. »
(per l’eterna distruzione e morte di tutte le parti ghibelline)
Le parole celebrano la sconfitta dei Ghibellini ad opera dei Guelfi fiorentini. La zona di Susinana, vicina a Palazzuolo sul Senio in Romagna, era sotto l'egemonia della famiglia degli Ubaldini che avevano tentato di contrastare l'espansionismo della Repubblica fiorentina. Nel 1373 Firenze mise sotto assedio tutti i castelli degli Ubaldini, tra i quali quello di Susinana, da cui fu sottratta la campana. Ad ottenerla fu Tano, comandante della guarnigione di Figline, che con uno stratagemma aiutò i Fiorentini a catturare Giovanni degli Ubaldini, meglio conosciuto come Giovanni d'Azzo.
La “Susinana” fu donata da Firenze al paese di Figline Valdarno perché servisse come monito ai Ghibellini di Arezzo. Il Podestà la utilizzava per comunicare i pericoli e per avvisare delle adunanze nella piazza del paese.  
Ai piedi della Torre si può visitare la cappella dedicata ai caduti di tutte le guerre, al cui interno è conservata una mirabile terracotta invetriata raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Sebastiano e Antonio Abate, opera attribuita a Benedetto Buglioni. 

martedì 9 settembre 2014

A Subbiano Festa dell'Uva e Mercatino del Tempo che fu. 14 settembre 2014

Subbiano, in provincia di Arezzo, vi aspetta domenica 14 settembre per festeggiare la vendemmia con la Rievocazione Storica della Festa dell'Uva. Al mattino (dalle 8 alle 13) per le vie del centro storico si svolgerà il consueto “Mercatino del Tempo che fu” dove potrete assaggiare ed acquistare confetture artigianali, dolci, pasta fatta a mano, frutta, ortaggi, olio e condimenti tradizionali toscani, come il sugo di funghi porcini.
L'ingresso all'intera manifestazione è gratuito.

Gli appuntamenti di domenica 14 settembre chiudono in bellezza il programma della 40esima edizione di “Subbiano Finestate”, serie di eventi organizzati dalla Pro Loco di Subbiano e dall'Assessorato alla Cultura per promuovere il territorio, le usanze ed i prodotti locali. Subbiano, situato a circa 12 km da Arezzo è il primo centro abitato che s'incontra sulla riva sinistra del fiume Arno, risalendo la valle del Casentino, zona dalla antica tradizione rurale. Proprio per mantenere ancora vive nel tempo le importanti memorie della vita contadina sono organizzati eventi come la Rievocazione Storica della Festa dell'Uva, curata dall'Associazione Festiera di Subbiano in collaborazione con il Comune di Subbiano.
Al mattino il “Mercatino del Tempo che fu”, con i suoi numerosi commercianti ed artigiani in abiti tardo ottocenteschi, anima le strade del borgo toscano. Alle ore 13,00 circa l'araldo di Subbiano annuncia l'inizio dei festeggiamenti, dichiarando aperta la gara dei carri della Festa dell'Uva. A contendersi il premio del “Carro più bello” sono le frazioni del paese: Calbenzano, Casa la Marga, Castelnuovo, Chiaveretto, Falciano e Vogognano. Durante il pomeriggio si svolgono i festeggiamenti accompagnati dagli spettacoli degli sbandieratori e dalla musica del Gruppo Musici Giostra del Saracino e di altri gruppi folkloristici di Arezzo. Durante la sfilata dei carri campestri, trainati da cavalli, i figuranti distribuiscono ai presenti uva, dolci, vinsanto, caldarroste e vini locali. Gli ottimi prodotti del territorio possono essere degustati anche durante la cena presso gli stand gastronomici della Festa dell'Uva di Subbiano.
In serata si svolge la premiazione del carro più bello e si concludono i festeggiamenti con un grande spettacolo pirotecnico.


Domenica 14 settembre 2014
Mercatino del Tempo che Fu e Rievocazione della Festa dell'Uva
a Subbiano (AR)
Per maggiori informazioni sull'evento visitare il sito http://www.prolocosubbiano.it