martedì 2 febbraio 2016

Da visitare in Toscana: l'Archeodromo di Poggio Imperiale, Poggibonsi (Siena)

Numerosi eventi e musei in Toscana sono dedicati ad uno dei periodi storici che più hanno lasciato tracce nell'aspetto del nostro territorio: il Medioevo. Se amate particolarmente calarvi nella dimensione dell'anno 1000 dovete assolutamente fare l'esperienza di visitare l'Archeodromo di Poggibonsi ovvero primo museo italiano “all'aperto” sull' Alto Medioevo. Il villaggio del IX-X secolo è ricostruito con tecniche costruttive e materiali fedeli il più possibile a quelli rintracciati nei resti di abitazioni ritrovati nell'area archeologica della zona. Le case costruite, tra cui la grande residenza padronale, sono tutte in scala reale 1:1, e nelle giornate di visita sono abitate da figuranti in abiti del tempo e dediti alle occupazioni principali artigianali, guerresche, culinarie medievali.

L'Archeodromo di Poggio Imperiale (SI) è stato inaugurato nell'ottobre del 2014 ed è stato visitato, durante il primo anno di apertura al pubblico, da ben 25mila visitatori. Il singolare museo all'aperto si trova all'interno del vasto complesso del Parco della Fortezza Medicea di Poggio Imperiale, sulla collina che sovrasta Poggibonsi. All'interno dell'area medievale si possono ammirare il Cassero e i Bastioni restaurati con la piazza d’Armi affacciata sulle colline del Chianti, il Parco Archeologico e la splendida cinta muraria.
L’Archeodromo di Poggibonsi è stato concepito per riprodurre una delle più importanti scoperte archeologiche fatte sulla collina senese di Poggio Imperiale: un insediamento altomedievale di capanne e aree produttive, attivo tra il VI e il X secolo. La scoperta fu fatta dagli archeologi dell'Università degli Studi di Siena durante una campagna di scavi iniziata negli anni '90 per indagare i resti dell'antica Poggibonsi Podium Bonitii. L’Archeodromo di Poggio Imperiale in Toscana è così il primo museo open air italiano sull’Alto Medioevo, innovativo progetto della Fondazione Musei Senesi realizzato in collaborazione con il Comune, l’Università di Siena e finanziato grazie ad Arcus Spa. Oltre alle abitazioni del villaggio oggi si possono ammirare olivi e piante da frutto, piantumate nell'area museale all'aperto grazie ad un progetto con la Provincia di Siena e l'associazione culturale La Ginestra di Poggibonsi.

L'Archeodromo di Poggio Imperiale è aperto gratuitamente tutte le domeniche dalle 13 alle 17 con la presenza di alcuni operatori. Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito http://www.archeodromopoggibonsi.it

lunedì 25 gennaio 2016

Carnevale di Viareggio 2016

Il Carnevale di Viareggio edizione 2016 è pronto a tornare protagonista della festa del Carnevale in Toscana, in Italia e nel Mondo. Pur essendo più giovane di quella veneziana, la manifestazione viareggina vanta una lunga tradizione, sin dal 1873. Al 1921 risale il celeberrimo inno del Carnevale “Coppa di champagne”, ancora oggi suonato sui Viali a Mare e cantato dai figuranti mascherati sui carri di cartapesta.

Il Carnevale di Viareggio 2016 inizierà ufficialmente Domenica 7 febbraio alle ore 15,00 in piazza Mazzini, dove si terrà la tradizionale cerimonia di apertura con l’insediamento di Burlamacco, re del Carnevale. Ad essa seguirà il Primo Corso Mascherato del 2016. A segnare l'inizio di ciascuno dei Cinque Corsi Mascherati, come sempre, sarà il triplice colpo di cannone. Una giornata di Carnevale particolare sarà Domenica 14 Febbraio, quando in occasione di San Valentino sfilerà il Corso Mascherato degli Innamorati. Il Carnevale di Viareggio si concluderà Sabato 5 marzo con il Corso in Notturno (ore 18,30 in poi). Vi sarà la proclamazione dei carri vincitori dell'edizione 2016, cui seguirà lo spettacolo di fuochi d'artificio. Se amate gli spettacoli pirotecnici vi segnaliamo che anche al termine del I° e del II° corso mascherato ci saranno i fuochi.

Altri eventi collaterali animeranno Viareggio durante il mese di febbraio, tra i quali il Festival del Burlamacco X° edizione, con la proclamazione della canzone più bella, appuntamenti gastronomici, veglioni e feste nei rioni cittadini e serate a tema come quella dedicata a “Il Grande Gatsby”.
I biglietti si possono acquistare il giorno stesso della sfilata in una delle 30 biglietterie intorno al circuito. I biglietti prenotati e acquistati on line si ritirano alla biglietteria della Fondazione Carnevale Piazza Mazzini Palazzo delle Muse.

PROGRAMMA CARNEVALE DI VIAREGGIO 2016 
Grandi Corsi Mascherati sui Viali a Mare
Domenica 7 febbraio – ore 15 Cerimonia di alzabandiera
1° CORSO MASCHERATO di APERTURA
Al termine della sfilata: Grande Spettacolo pirotecnico di Inaugurazione – ditta Mazzone di Orbetello

Domenica 14 febbraio – ore 15
2° CORSO MASCHERATO degli INNAMORATI Al termine della sfilata: Grande Spettacolo pirotecnico – ditta Mazzone di Orbetello

Domenica 21 febbraio – ore 15
3° CORSO MASCHERATO della PRIMAVERA IN MARE

Domenica 28 febbraio – ore 15
4° CORSO MASCHERATO di GALA

Sabato 5 marzo – ore 18,30
5° CORSO MASCHERATO NOTTURNO di CHIUSURA
Al termine lettura dei verdetti delle giurie: Grande Spettacolo pirotecnico di Chiusura – ditta Mazzone di Orbetello

Per leggere anche il programma degli eventi collaterali e per maggiori informazioni su biglietti, orari, ecc. consultare il sito ufficiale della manifestazione viareggio.ilcarnevale.com

venerdì 15 gennaio 2016

Ricetta del bordatino, piatto conteso tra Pisani e Livornesi

Il bordatino è una gustosa minestra invernale dell'antica tradizione toscana, preparata con ingredienti poveri e condita con un filo di olio extravergine di oliva. Il suo particolare nome deriva dal luogo in cui il piatto veniva preparato e cioè “a bordo” delle navi che trasportavano grano saraceno nel XVIII secolo. Le origini della “polentina” toscana farebbero quindi pensare al porto di Livorno, dove la ricetta sarebbe approdata per poi diffondersi nel territorio limitrofo. La preparazione originaria prevedeva l'utilizzo di brodo di pesce con cui cucinare la farina di grano. Successivamente la ricetta del bordatino fu modificata sostituendo al brodo di pesce l'acqua di cottura dei fagioli e al grano saraceno la farina di mais. Poi sono stati aggiunti anche ortaggi e cavolo nero, ingredienti più diffusi nelle campagne pisane ed è per questo che la ricetta odierna spesso è nominata “bordatino alla pisana”. Per mettere pace tra Pisani e Livornesi si potrebbe dire che entrambi hanno avuto il merito di aver creato questo ottimo primo piatto:

Ricetta del bordatino
Ingredienti per 4 persone:
350 grammi di farina gialla (farina di mais)
250 grammi di fagioli borlotti secchi
500 grammi di cavolo nero
2 spicchi d’aglio
1 cipolla
1 carota
un gambo di sedano
un mazzetto di prezzemolo
qualche foglia di salvia
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro o di conserva
olio extravergine di oliva (vi consigliamo quello biologico prodotto in Toscana, cliccate qui per un suggerimento!)
1 litro e ½ di acqua
sale e pepe q.b.


Preparazione:
Ammollare i fagioli per il tempo necessario (circa 12 ore). Lavare bene il cavolo sotto acqua corrente e poi lessarlo. Cuocere i fagioli in acqua bollente per circa 60 minuti. Pochi minuti prima di toglierli dal fuoco salarli leggermente. Scolare i fagioli, conservando l'acqua di cottura. Tagliare il cavolo nero a listarelle. Tritare l'aglio insieme agli odori (cipolla, carota, sedano e prezzemolo). Passare i fagioli con il passatutto, conservando qualche fagiolo intero da aggiungere infine al piatto per guarnizione. Far soffriggere il trito di odori in 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, scaldato in una pentola. Aggiungere il passato di fagioli e l'acqua di cottura dei legumi. Poi le listarelle di cavolo nero, il pomodoro e il sale. Quando la minestra bolle aggiungere pian piano a fontana, mescolando, la farina di mais. Cuocere per circa 30 minuti, mescolando frequentemente. Se la polentina si asciugherà troppo durante la cottura aggiungere un po' di acqua tiepida e incorporarla alla minestra. Al termine della cottura servire il bordatino guarnito con qualche fagiolo intero, un pizzico di pepe e un filo di olio evo. In abbinamento al primo piatto consigliamo un buon vino rosso come il Negus Tenore, Merlot Sangiovese prodotto a San Miniato, in provincia di Pisa.

Buon appetito da Vivere la Toscana!

venerdì 8 gennaio 2016

Visitare Livorno: la chiesa dei Greci Uniti o della Santissima Annunziata

La chiesa della Santissima Annunziata a Livorno è conosciuta anche come chiesa dei Greci Uniti in quanto era il luogo di culto ufficiale della comunità cattolica greca. L'edificio religioso si trova nel cuore della città, in via della Madonna, traversa di Via Grande, una delle arterie principali del porto toscano, che dai Quattro Mori conduce fino a Piazza della Repubblica. Se avete intenzione di fare un tour per visitare Livorno, vi consigliamo sicuramente di includere una visita alla Chiesa della Santissima Annunziata.

Lungo la stessa via si trovano altri due luoghi di culto che, insieme alla Chiesa dei Greci Uniti, ben testimoniano la storia del porto franco toscano: il tempio di San Gregorio e la chiesa della Madonna, da cui appunto prende nome la strada. Alla fine del XVI secolo molti marinai Greci giunsero in Toscana per prestare servizio sulle galere (navi) dell’Ordine di Santo Stefano dei Cavalieri, flotta predisposta dai granduchi per contrastare le frequenti incursioni dei pirati. Ben presto a Livorno, grazie anche alle Leggi Livornine, si creò una vera e propria comunità dei Greci con un proprio borgo sviluppatosi intorno alla Chiesa di San Jacopo. Di origini elleniche fu anche il primo governatore della città: Giovanni Manolis Volterra.

Nel 1601, su progetto di Alessandro Pieroni, fu iniziata l'edificazione della chiesa nazionale, intitolata alla Santissima Annunziata, in via della Madonna ed i lavori si conclusero nel marzo 1606. Il Granduca Ferdinando in persona, autorizzato dalla Santa Sede, rese omaggio alla chiesa pubblicamente partecipando alla processione del popolo dalla Fortezza alla nuova Chiesa dei Greci Uniti.

Nel XVIII secolo fu innalzata la facciata in stile barocco, su disegno di Giovan Battista Foggini o di Giovanni Baratta, con il contributo di Andrea Vaccà, autore di mirabili opere scultoree. Nel 1757 i greci di culto ortodosso si distaccarono ufficialmente dal resto della comunità e nel 1760 fu inaugurata la Chiesa dei greci-ortodossi intitolata alla Santissima Trinità, di cui oggi purtroppo restano soltanto testimonianze, poiché fu demolita negli anni Trenta per lasciare spazio al Palazzo del Governo.


Durante la seconda guerra mondiale
anche la Chiesa dei Greci Uniti fu distrutta in gran parte, però a causa dei bombardamenti. Soltanto la facciata e la parte della navata con il campanile restarono in piedi. La facciata fu restaurata e il corpo della chiesa fu ricostruito. Nel 1951 l'edificio di culto fu ceduto all’Arciconfraternita cattolica della Purificazione, alla quale si devono gran parte delle opere di restauro.


Due splendide statue in marmo raffiguranti l’Innocenza e la Mansuetudine, che adornavano il frontone triangolare della facciata, furono in parte danneggiate dai bombardamenti. Durante i lavori di restauro si decise di sostituirle con due copie in vetroresina, mentre gli originali oggi accolgono i visitatori all'interno del vestibolo. La navata si fregia di ricche decorazioni lignee, in particolare sono da ammirare il meraviglioso soffitto a cassettoni, ricostruito nel dopoguerra, e l'iconostasi bizantina (struttura divisoria ornata con icone posta a divisione tra celebranti e fedeli) originaria del 1641 e recentemente restaurata.

Una curiosità: quando una persona è particolarmente “scarognata” ovvero sfortunata, a Livorno si dice che deve “andare a farsi benedire dai greci”. Il detto deriva dalla benedizione apotropaica (contro i mali fisici e morali) che veniva somministrata nel Palazzo Prefettizio per la vigilia dell'Epifania, usanza introdotta dal governatore greco Manolis Volterra, e ancora in uso presso la chiesa greco-ortodossa della Dormizione a Livorno (situata all'interno del cimitero ortodosso in Via Mastacchi).


giovedì 31 dicembre 2015

Buone Feste da Vivere la Toscana!

Tutto lo staff di Vivere la Toscana vi augura di trascorrere con gioia e serenità questi giorni di festa, in particolare vi inviamo i nostri più cari auguri per il Capodanno 2016. L'anno nuovo sta per iniziare e ci proponiamo di continuare a darvi suggerimenti su ricette, mete turistiche, personaggi da conoscere, eventi e tradizioni della nostra regione. Vi ringraziamo di cuore per l'affetto con cui ci seguite e vi lasciamo ai festeggiamenti di San Silvestro 2015 con questo splendido augurio:

Natività fotografata all'interno del Duomo di Grosseto 26/12/2015

Cosa posso dirvi per aiutarvi a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi
gli uni gli altri;
sorridete a vostra moglie,
a vostro marito,
ai vostri figli,
alle persone con le quali lavorate,
a chi vi comanda;
sorridetevi a vicenda;
questo vi aiuterà a crescere nell'amore,
perchè il sorriso è il frutto dell'amore".

(Madre Teresa di Calcutta)


Vi ricordiamo che potete inviarci foto con i vostri auguri all'indirizzo store@viverelatoscana.it e saremo lieti di pubblicarli sui nostri canali Social. Per saperne di più su come fare cliccate qui!

sabato 19 dicembre 2015

I presepi storici animati al Museo di Calci e il presepio che cresce a Nicosia

Nel periodo natalizio potete scoprire centinaia di presepi in Toscana, allestiti per le vie dei paesi, nei centri storici, come a Castelfiorentino, all'interno di chiostri, come il presepe artistico di San Romano, chiese e santuari, come il grande presepe di Cigoli. Particolarmente interessante è il Presepe storico animato allestito nel Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa all'interno della Certosa di Calci (Pisa).

Inaugurato ogni anno l'8 dicembre, il presepio del Museo di Calci riunisce tre presepi realizzati artigianalmente dal 1948 al 1962 da due artisti calcesani Alberto e Renzo Meucci (curiosamente con stesso cognome ma non parenti tra loro). Il risultato del loro lavoro certosino è non soltanto una dettagliata rievocazione della scena della Natività di Cristo, ma una vera e propria opera d'arte in movimento. Come dichiarò nel 1953 il critico d'arte Marziano Bernandi il Presepio dei Meucci: "È un Presepio da vedere. Con un candore incantevole qui ci si rifà fanciulli e le remote voci della sempre genuina poesia popolare tornano a colmare l'anima". Alberto e Renzo, entrambi allievi dell'Istituto Tecnico di Pisa, allestirono il primo presepe meccanico nella Pieve di Calci (1948). Successivamente realizzarono altri presepi meccanizzati esposti in varie città toscane e italiane, ma anche all'estero, a Bogotà nel 1954, quando l'inaugurazione del presepe dei due calcesani fu inaugurato in diretta televisiva.
Durante l'anno, tra un Natale e l'altro, i Presepi meccanici dei Meucci erano custoditi in alcuni locali della Certosa di Calci. Dopo gli anni Sessanta tutti i personaggi e gli scenari dei presepi contenuti in delle casse furono dimenticati. Soltanto nel XXI secolo sono stati riscoperti, restaurati e riportati in movimento e dal 2008 sono tornati ad essere esposti durante il periodo natalizio in alcune chiese di Calci. Successivamente il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa si è offerto di dedicare alcune sale espositive al Presepe storico animato, che ogni 8 dicembre torna ad animarsi. Le visite sono consentite durante i giorni e gli orari di apertura del Museo della Certosa, al prezzo del biglietto d’ingresso al museo, fino al 31 gennaio 2016. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale: http://www.msn.unipi.it/

Sempre a Calci e precisamente nella località di Nicosia di Calci presso l'antica chiesa di Sant’Agostino vi segnaliamo “Il Presepio che cresce”. Allestito sin dal 1999, questo particolare presepe ambientato in Palestina, con statue alte più di mezzo metro, realizzate completamente a mano, si arricchisce ogni anno di nuovi personaggi e ambientazioni, che aggiungono profondi messaggi e significati alla rievocazione.
Il Presepio che cresce rimarrà aperto dal 25 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016 dalle ore 15,00 alle ore 18,30 e fino alla Candelora per gruppi su appuntamento. 
Per maggiori informazioni visitate la pagina Facebook: il presepio che cresce – Nicosia di Calci https://www.facebook.com/groups/356026561080179/?fref=ts

sabato 12 dicembre 2015

Copate Senesi. La ricetta dei dolci natalizi

Vi avevamo già parlato delle Copate Senesi (clicca qui per leggere), un dolce della tradizione natalizia toscana. Questi dolci a base di miele e mandorle sono meno noti rispetto a cavallucci, ricciarelli e panforte, ma altrettanto deliziosi e molto apprezzati per la loro semplicità. Sono conosciuti anche in altre regioni, dove il nome copate è sostituito da altri termini dialettali, ad esempio in Sicilia sono dette “cubbaita”, in Puglia “cupeta”, in Lombardia “cuppet”. Contrariamente il nome faccia pensare a “coppetta”, in realtà le origini del termine copata sono da ricercarsi nella lingua araba dove “qubbiat” significa mandorlata. Ma vediamo subito la ricetta delle copate senesi:
Ingredienti
450 grammi di miele (Vivere la Toscana consiglia il Miele artigianale da agricoltura biologica Pierini & Brugi)
75 grammi di zucchero semolato
50 grammi di zucchero vanigliato
200 grammi di mandorle pelate
3 uova
ostie bianche di 12 cm di diametro (si trovano nei negozi di dolciumi)
amido di mais q.b.

Preparazione
Tostare le mandorle per alcuni minuti e poi tagliarle a pezzetti grossolani o tritarle a piacere. Con lo sbattitore montare gli albumi delle uova a neve. In una casseruola versare il miele millefiori e lo zucchero semolato. Cuocere per circa 30 minuti, mescolando bene, e a questo punto aggiungere gli albumi montati; continuare a mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere le mandorle tritate e lo zucchero vanigliato (a piacere potete aggiungere anche cacao amaro e nocciole tritate). Tenere la casseruola al caldo a bagnomaria o su una piastra accesa a bassa temperatura. Con un cucchiaio prendere un po' di composto e disporlo su un'ostia. Coprire subito con un'altra ostia premendo delicatamente. Far raffreddare le copate pronte in un piatto e servire in tavola a fine pasto natalizio o a merenda. Per conservare i dolci senza che si appiccichino l'uno all'altro spolverizzare con amido di mais.

Se non avete ancora pensato ai regali di natale, date un'occhiata alle strenne natalizie di Vivere la Toscana!